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Alterazioni delle ossa e osteoporosi: i campanelli d’allarme e i fattori di rischio da conoscere in menopausa

Nei primi anni dell’età adulta viene formato più tessuto di quanto non se ne degeneri e si ha un progressivo aumento della densità fino all’età di circa 30 anni.1

Salute ossea in menopausa

Questo processo di rinnovamento del tessuto osseo parte da cellule chiamate osteoclasti, che erodono piccole porzioni di osso “vecchio”, provocando la formazione di piccole cavità. In seconda battuta, intervengono, poi, gli osteoblasti, che riempiono le cavità con “nuovo” osso calcificato.2

Il picco di massa ossea, negli uomini e nelle donne, si ha intorno ai 30 anni.3

Dopo tale periodo, la densità ossea si riduce gradualmente e, dopo la menopausa, la perdita di densità ossea accelera.1

Questo accade poiché gli estrogeni hanno, tra le loro funzioni, quella di proteggere le ossa. Tuttavia, dopo la menopausa, dato che i loro livelli diminuiscono rapidamente, si può andare incontro ad una riduzione della densità ossea.4

L’OSTEOPOROSI

L’osteoporosi:

  • è la cosiddetta malattia “delle ossa fragili”
  • può essere definita come una malattia dell’apparato scheletrico
  • è caratterizzata da una riduzione della densità minerale ossea5

L’insufficiente apporto di calcio predispone alla perdita di tessuto osseo e la conseguente fragilità dello scheletro porta a fratture per traumi minimi o inavvertiti (note come “fratture da fragilità”). I siti più frequenti per le fratture da fragilità sono:

  • la colonna vertebrale
  • l’anca e il collo del femore
  • il polso3

L’osteoporosi colpisce quasi il 20% delle donne di età pari o superiore a 50 anni. Inoltre, si stima che circa il 50% delle donne in post-menopausa subirà una frattura correlata all’osteoporosi nel corso della vita.1

Tra l’altro, l’osteoporosi è una malattia silenziosa e per lo più asimtomatica, che, spesso, si manifesta per la prima volta (e improvvisamente) con una frattura.6

Diagnosi

L’esame di riferimento per la diagnosi dell’osteoporosi, che prevede l’impiego di raggi X, ma in dosi bassissime, consente di misurare, in modo esatto, la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD).6

Questo tipo di esame (DXA) è raccomandato soprattutto per:

  • le donne con 65 anni o più
  • chi ha subito una o più fratture da fragilità in passato
  • le donne con fattori di rischio multipli3

Fattori di rischio

Ma quali sono i principali fattori di rischio dell’osteoporosi? Innanzitutto, vanno distinti i fattori di rischio modificabili da quelli non modificalibili.4

 Poi, si deve tener conto che anche l'uso di alcuni farmaci (come i corticosteroidi) può facilitare lo sviluppo dell’osteoporosi, soprattutto se questi medicinali vengono assunti per tempi lunghi.4

Fattori di rischio non modificabili

ETÀ: la riduzione della massa ossea inizia intorno ai 50 anni e aumenta, progressivamente, con il passare del tempo. Per questa ragione, anche se l’osteoporosi può colpire persone di qualsiasi età, è molto più frequente nelle persone anziane. Non a caso, l’osteoporosi è considerata una malattia tipica dell’invecchiamento (anche se non tutti gli anziani hanno l’osteoporosi).4

SESSO: la donna ha una probabilità maggiore, rispetto all’uomo, di avere l’osteoporosi.4

MENOPAUSA PRECOCE: il rischio di osteoporosi aumenta ulteriormente nelle donne che hanno una menopausa precoce.4

FAMILITARITÀ: la genetica e l'ereditarietà giocano un ruolo decisivo per quanto riguarda lo sviluppo dell’osteoporosi.4

FATTORE ETNICO: le donne caucasiche e asiatiche hanno più probabilità di sviluppare l'osteoporosi.4

FATTORI DI RISCHIO MODIFICABILI

APPORTO INSUFFICIENTE DI CALCIO E VITAMINA D: una dieta povera di calcio ha conseguenze negative per le ossa (ad ogni età). Infatti, quando l’organismo non riesce a ottenere abbastanza vitamina D, o non riesce ad assorbirla in modo adeguato, il rischio di perdita ossea e di osteoporosi aumenta.4

CONSUMO ECCESSIVO DI ALCOL: bere troppo alcol può contribuire alla ridotta formazione di nuovo osso, aumentando la probabilità di cadute e possibili fratture.4

FUMO: alcune sostanze chimiche, contenute nel fumo, hanno un effetto tossico diretto sulle cellule del tessuto osseo (responsabili della formazione dell’osso).4

ECCESSO DI CAFFEINA: un consumo eccessivo di caffè può danneggiare l’osso perché porta alla perdita di calcio nelle urine.4

MAGREZZA ECCESSIVA e COSTITUZIONE MINUTA: chi ha una costituzione magra e minuta ha maggiori probabilità di avere l’osteoporosi rispetto a chi ha una costituzione più robusta.4

SEDENTARIETÀ: l’attività fisica, anche moderata ma regolare, favorisce il mantenimento della densità ossea. Al contrario, l’inattività facilità la perdita di massa ossea.4

Fonti:
  1. Manuale MSD-versione per i pazienti – Osteoporosi - https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-di-ossa-articolazioni-e-muscoli/osteoporosi/osteoporosi
  2. SIOMMMS – Quali sono le cause dell’osteoporosi - https://www.siommms.it/area-pazienti/quali-sono-le-cause-dellosteoporosi/
  3. Manuale MSD-versione per i professionisti – Osteoporosi - https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-del-tessuto-muscoloscheletrico-e-connettivo/osteoporosi/osteoporosi
  4. SIOMMMS – Quali sono i principali fattori di rischio di osteoporosi? - https://www.siommms.it/area-pazienti/quali-sono-i-principali-fattori-di-rischio-di-osteoporosi/
  5. SIOMMMS – Che cos’è l’osteoporosi - https://www.siommms.it/area-pazienti/che-cose-steoporosi/
  6. SIOMMMS – Come si diagnostica l’osteoporosi - https://www.siommms.it/area-pazienti/come-si-diagnostica-losteoporosi/

Ultima revisione: luglio 2026