SECCHEZZA VAGINALE
La secchezza vaginale può avere molte cause:
- variazioni ormonali e diminuizione dei livelli di estrogeni (a causa della menopausa, trattamenti medici, stress e ansia)
- farmaci1
- patologie autoimmuni
- infezioni vaginali2
Chiaramente, bisogna sempre consultare un medico in caso di persistenza dei sintomi.2
Tra l’altro, la secchezza vaginale è un disturbo comune durante la menopausa ed è un sintomo della presenza di atrofia vaginale.2
Ad oggi non esistono criteri univoci per la diagnosi dell’atrofia vulvovaginale, ma la sensazione di secchezza vaginale resta il parametro più importante.3
Quali sono i rimedi contro la secchezza vaginale?
Innanzitutto, in presenza di secchezza vaginale è importante non affidarsi a prodotti non specificatamente pensati per l’igiene intima o a rimedi casalinghi.2
Uno dei rimedi contro la secchezza vaginale è l’uso di creme contenenti ormoni.2
In alcuni casi può essere utile l’uso di prodotti lubrificanti e idratanti.2
- L’uso di lubrificanti a base di acqua può alleviare il disagio durante i rapporti sessuali.1
- I prodotti idratanti possono aiutare a mantenere l’umidità vaginale.1
Inoltre, sebbene la terapia ormonale sostitutiva sia efficace, le preoccupazioni relative alla sicurezza hanno stimolato l’interesse per alternative come gli isoflavoni di soia, che:
- sono presenti in natura nella soia, nel tofu e in altri prodotti a base di soia
- esercitano effetti estrogenici (legandosi al recettore degli estrogeni beta, prevalentemente presente nei tessuti urogenitali)
- mantengono una buona salute vaginale, migliorandone la lubrificazione4
Rappresentano, quindi, un’opzione naturale, efficace e sicura per contrastare la secchezza vaginale.5
Tuttavia, sebbene gli studi clinici abbiano esaminato un’ampia gamma di dosaggi di isoflavoni di soia, i risultati rimangono incoerenti. Un dato, però, è certo: da alcuni studi effettuati sono emersi miglioramenti significativi nell’ambito della lubrificazione vaginale.4
L’integrazione degli isoflavoni sembra essere in grado di determinare un miglioramento significativo della secchezza vaginale, poiché questi “estrogeni vegetali” riescono a “mimare” l’azione degli ormoni naturali proprio dove serve di più, migliorando, in questo modo, la lubrificazione senza effetti collaterali. Per i ricercatori, che comunque invitano alla cautela, “la soia non è solo un alimento, ma un presidio validato dalla scienza per restituire alle donne una vita intima serena”.5
Ovviamente, un’altra buona raccomandazione da seguire è quella di parlare con il proprio ginecologo per trattare adeguatamente il disturbo della secchezza vaginale.2
In fin dei conti, la secchezza vaginale è una condizione gestibile, ma se non trattata può portare a complicanze come infezioni vaginali ricorrenti o problemi nella vita sessuale. Un medico può aiutare a determinare la causa sottostante e consigliare, dunque, il trattamento più appropriato.1
VAGINITE ATROFICA
Le carenze ormonali della menopausa possono scatenare l’atrofia vaginale a causa di una ridotta produzione dei livelli di estrogeno.6
Tuttavia, la vaginite atrofica è comune anche nelle donne sottoposte a terapie oncologiche.7
Ne deriva, così, un aumento del ph vaginale, che può portare a un aumento di episodi infiammatori ed infezioni.3
Tra l’altro, l’aumento del ph vaginale è associato a una riduzione dei lattobacilli: i batteri buoni che proteggono la flora vaginale.7
L’atrofia vulvovaginale è legata ad un assottigliamento dei tessuti genitali e delle mucose vaginali, che perdono la loro elasticità e resistenza.3
Inoltre, la vaginite atrofica si caratterizza non solo per l’assottigliamento e la minore elasticità della mucosa vaginale, ma anche per la conseguente riduzione:
- della vascolarizzazione
- del grado d’idratazione7
A livello della vulva, si può assistere, poi:
- ad un progressivo diradamento dei peli pubici
- ad un assottigliamento della cute e della sottocute
- ad una riduzione delle piccole e grandi labbra3
L’importanza del consulto medico in caso di vaginite atrofica
L’atrofia vaginale può comportare fastidi e sintomi quali:
- bruciore vaginale
- prurito vaginale
- secchezza vaginale3
- ridotta lubrificazione della vagina
- bruciore al momento di urinare (urgenza e incontinenza urinaria)6
- sensazione di bruciore o sanguinamento durante i rapporti sessuali7
La visita medica è necessaria per diagnosticare la presenza dell’atrofia vulvovaginale ed è compito del ginecologo investigare sui sintomi per valutare la terapia più adeguata. Solitamente, la terapia di scelta è rappresentata dagli estrogeni locali (ovuli, gel, creme).3
L’estrogeno applicato per via locale prevede varie modalità di assunzione:
- crema vaginale a base di estrogeni
- anello vaginale che rilascia estrogeni
- compresse vaginali con estrogeni6
In caso di secchezza vaginale associata ad altri sintomi della menopausa, il medico piò prescrivere pillole, cerotti o prodotti in gel contenenti estrogeni.6
Altre terapie, che non sono a base di ormoni, prevedono l’utilizzo di prodotti idratanti o lubrificanti.6
A tal proposito, alcuni benefici si possono ottenere anche con l’utilizzo di gel idratanti a base di acido ialuronico, che migliorano lo stato dell’epitelio vaginale.3
INCONTINENZA URINARIA
L’igiene intima è alla base di ogni tipo di azione di prevenzione delle infezioni dell’apparato urinario, soprattutto per scongiurare peggioramenti delle infezioni o fastidiose recidive.8
L’incontinenza urinaria ha un impatto psico-sociale significativo su chi ne soffre. Quando una persona è affetta da incontinenza urinaria vive situazioni di disagio, che la portano a ridurre drasticamente quelle che prima erano le normali attività quotidiane.9
Nello specifico, l’incontinenza urinaria si contraddistingue per la perdita occasionale di urina e le cause possono essere molteplici. Nelle donne, questa disfunzione può avere origine da:
- cambiamenti fisici derivanti dalla gravidanza e dal parto
- cambiamenti legati alla menopausa10
Inoltre, durante la menopausa, la carenza ormonale indebolisce la vescica.9
Tra i vari tipi di incontinenza, quella da sforzo rappresenta la tipologia più diffusa. Delle donne che partoriscono, infatti:
- circa il 35% riporta un danno nei supporti pelvici
- il 30% soffre d’incontinenza urinaria transitoria
- il 7% soffre d’incontinenza urinaria definitiva9
Dopo il parto, ad esempio, i muscoli del pavimento pelvico possono perdere tono e capacità di sostegno della vescica.11
Esercitando una pressione sulla vescica, come un colpo di tosse, uno starnuto o uno sforzo, la presenza di uno stimolo improvviso può portare, quindi, a urinare.10
Anche correre, saltare, ridere o sollevare pesi possono causare l’incontinenza urinaria, essendo tutte attività che aumentano la pressione addominale.11
La riabilitazione del pavimento pelvico aiuta in caso di incontinenza urinaria
La prevenzione si basa tanto su un approccio fisico, che prevede esercizi mirati dell’addome e del pavimento pelvico.9
Rivolgersi ad uno specialista del pavimento pelvico aiuta non solo ad intervenire precocemente, ma anche ad aumentare significativamente le possibilità di recupero.11
La riabilitazione del pavimento pelvico è considerata, infatti, il trattamento di prima scelta per l’incontinenza urinaria femminile (lieve e moderata). Nello specifico, possono rivelarsi utili:
- esercizi specifici personalizzati
- rieducazione comportamentale e gestione degli stimoli urinari11
A seconda del tipo specifico d’incontinenza urinaria e delle sue cause, il trattamento può essere di diverso tipo, ma c’è un approccio di prima linea che è spesso raccomandato: gli esercizi di Kegel, utili per il rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico.12
CANDIDOSI
Soffrire di Candidosi è molto comune e, secondo le statistiche, più del 70% delle donne ha almeno un episodio di Candidosi vulvovaginale nel corso della propria vita. Addirittura, alcuni casi possono diventare cronici e il 5-10% delle donne sviluppa una Candidosi ricorrente (o recidiva).13
La maggior parte delle vaginiti fungine è causata da Candida albicans.14
Questo fungo si trova nella flora delle mucose, inclusa quella vaginale. Infatti, è presente in diverse aree del nostro corpo:
- nella cavità orale
- nel tratto gastrointestinale
- negli organi riproduttivi13
Tuttavia, le recidive dopo il trattamento possono verificarsi se una paziente porta una Candida non-albicans simile alla Candida glabrata.14
Trattamenti mirati per casi specifici
Sono più vulnerabili alla vaginite da Candida le donne che:
- hanno un sistema immunitario indebolito o soffrono di diabete
- assumono antibiotici ad ampio spettro o fanno uso di corticosteroidei
- sono in gravidanza14
La Candidosi si presenta quando c’è una proliferazione anomala del fungo che prevale sugli altri agenti microbici della zona vulvovaginale e i sintomi che si manifestano, di solito, sono:
- bruciore, prurito o irritazione genitale
- secrezioni vaginali biancastre
- dolore durante i rapporti
- bruciore durante la minzione13
Una volta confermata la diagnosi di Candidosi, la terapia d’elezione è quella ad azione antimicotica (contro il fungo che sta causando l’infezione).13
Inoltre, insieme agli antimicotici, è possibile che siano raccomandati unguenti o pomate per dare sollievo dal prurito (sintomo comune che può essere invalidante, soprattutto nelle donne che soffrono di Candidosi ricorrenti).13
Infine, per prevenire ricadute, la SIGO raccomanda di lavare accuratamente la zona intima con detergenti a pH fisiologico (pH 4 o 5), evitando saponi aggressivi.15
Fonti:
- Paideia International Hospital – Secchezza vaginale - https://www.paideiahospital.it/glossario/secchezza-vaginale/
- Humanitas – Secchezza vaginale - https://www.humanitas.it/sintomi/secchezza-vaginale/
- Humanitas – Atrofia vulvovaginale - https://www.humanitas.it/malattie/atrofia-vulvovaginale/
- IJIR – Soy isoflavone supplementation and sexual function in postmenopausal women: a systematic review and meta analysis of randomized controlled trials - https://www.nature.com/articles/s41443-026-01278-9
- nutrientiesupplementi.it – Menopausa e benessere sessuale: una nuova ricerca promuove gli isoflavoni di soia - https://www.nutrientiesupplementi.it/attualita/item/3716-menopausa-e-benessere-sessuale-una-nuova-ricerca-promuove-gli-isoflavoni-di-soia
- ISS – Atrofia vaginale - https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/atrofia-vaginale#link-approfondimento
- Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – Atrofia vulvo-vaginale, la patologia “silenziosa” che colpisce una donna su due. Ecco come trattarla - https://www.policlinico.mi.it/news/2023-04-03/1904/atrofia-vulvo-vaginale-la-patologia-silenziosa-che-colpisce-una-donna-su-due-ecco-come-trattarla
- e-medical.it – Come gestire le infezioni delle vie urinarie - https://www.e-medical.it/blog/incontinenza-urinaria/come-gestire-le-infezioni-delle-vie-urinarie/?srsltid=AfmBOoofPcDa3ec11zH9X5HeaNEzSAFTGuFoih4443yl605hLbS7v_VX
- Poliambulatorio Medineur – L’incontinenza urinaria: una patologia dall’impatto psicologico - https://www.medineur.it/incontinenza-urinaria-una-patologia-dallimpatto-psicologico/
- Humanitas – Incontinenza urinaria - https://www.humanitas.it/malattie/incontinenza-urinaria/
- centromedicogenesi.it – Incontinenza urinaria femminile: cause, sintomi e riabilitazione del pavimento pelvico - https://www.centromedicogenesi.it/incontinenza-urinaria-femminile-e-riabilitazione/
- kormed.it – Esercizi per l’incontinenza urinaria: quali sono e come funzionano - https://www.kormed.it/esercizi-per-lincontinenza-urinaria-quali-sono-e-come-funzionano/
- gethale.it – Candidosi vaginale - https://www.gethale.it/patologie/infezione-da-lieviti-candidosi-vulvovaginale
- Manuale MSD – Vaginite da Candida - https://www.msdmanuals.com/it/professionale/ginecologia-e-ostetricia/vaginite-cervicite-e-malattia-infiammatoria-pelvica/vaginite-da-candida
- SIDeMaST – Candida - https://www.sidemast.org/blog/candida-colpisce-7-donne-su-10-e-molte-rinunciano-al-sesso
Ultima revisione: luglio 2026